Breve Presentazione

Un caloroso benvenuto a tutti, io mi chiamo Antonino. Questo Blog nasce con l'intenzione di dare vita a un luogo di riflessione e divulgazione di temi quali l'Ufologia e la spiritualità, e magari anche creare un punto di incontro per chi come me, crede in un piano divino che attualmente si sta muovendo per aiutarci a trasformare il nostro mondo, in qualcosa di più evoluto e luminoso. Invito chi intende partecipare agli argomenti quì esposti, ad utilizzare un linguaggio corretto, nel rispetto di tutti i lettori. Gli argomenti esposti sono di carattere personale, e non devono essere considerati, come delle testate giornalistiche, riportanti informazioni ufficiali.

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domenica 27 maggio 2012

Libertà di essere sè stessi




Probabilmente il limite più grande per l'uomo è sentirsi libero del solo fatto che può decidere per sè stesso, senza rendersi conto di essere schiavo della sua stessa avidità...
Spesso ci si affanna per avere le cose migliori dal mondo, dagli altri, da Dio, creando competizioni e invidie tra la gente, per seguire lo standard di una società definità da qualcuno... "moderna".
Vedo uomini e donne totalmente immersi in pensieri angoscianti scaturiti dal modello di competitività terrestre che premia un solo vincitore.
Un gioco che se preso troppo seriamente può lacerare l'anima rendendola inquieta ed arrogante.
Il trascorrere dei giorni sembra donarmi nuove intuizioni che servono lo specchiarsi del mio essere con Dio, e di questo provo infinita gratitudine.
Mi accorgo di essere un diverso, dove gli altri vanno per conquistarsi un posto d'onore in prima fila, io percorro la direzione opposta per contemplare la ricchezza del silenzio interiore. Non mi sento contrariato nel vedere altri esseri dirigersi da dove io mi allontano, perchè qualsiasi esperienza è preziosa e ne ho rispetto.

mercoledì 23 maggio 2012

Il sacco di patate

Un giorno il saggio diede al discepolo un sacco vuoto e un cesto di patate.

 “Pensa a tutte le persone che hanno fatto o detto qualcosa contro di te recentemente, specialmente quelle che non riesci a perdonare. Per ciascuna, scrivi il nome su una patata e mettila nel sacco”.

 Il discepolo pensò ad alcune persone e rapidamente il suo sacco si riempì di patate. “Porta con te il sacco, dovunque vai, per una settimana” disse il saggio. “Poi ne parleremo.” Inizialmente il discepolo non pensò alla cosa. Portare il sacco non era particolarmente gravoso. Ma dopo un po’, divenne sempre più un gravoso fardello. Sembrava che fosse sempre più faticoso portarlo, anche se il suo peso rimaneva invariato.

 Dopo qualche giorno, il sacco cominciò a puzzare. Le patate marce emettevano un odore acre. Non era solo faticoso portarlo, era diventato anche sgradevole. Finalmente, la settimana terminò. Il saggio domandò al discepolo. “Nessuna riflessione sulla cosa?” “Sì, maestro” rispose il discepolo. “Quando siamo incapaci di perdonare gli altri, portiamo sempre con noi emozioni negative, proprio come queste patate. Questa negatività diventa un fardello per noi e, dopo un po’, peggiora.” “Sì, questo è esattamente quello che accade quando si coltiva il rancore. Allora, come possiamo alleviare questo fardello?” “Dobbiamo sforzarci di perdonare.” “Perdonare qualcuno equivale a togliere una patata dal sacco.

 Quante persone per cui provavi rancore sei capace di perdonare?” “Ci ho pensato molto, Maestro” disse il discepolo. “Mi è costato molta fatica, ma ho deciso di perdonarli tutti.” “Molto bene, possiamo togliere tutte le patate. Ci sono altre persone che ti hanno offeso o irritato nell’ultima settimana?” Il discepolo rifletté per un momento e ammise che ce n’erano. Improvvisamente rimase sgomento, quando si rese conto che il sacco vuoto si sarebbe riempito di nuovo. “Maestro” chiese, “se continuiamo così, non ci saranno sempre patate nel sacco, settimana dopo settimana?” “Sì, finché ci saranno persone che diranno o faranno cose contro di te in qualche modo, tu avrai sempre patate.” “Ma Maestro, noi non potremo mai controllare quello che gli altri fanno. Cosa c’è di buono nel Tao allora?” “Questo non è ancora il Tao.

 Quello di cui abbiamo parlato finora è l’approccio convenzionale al perdono. E’ quello che tante filosofie e religioni predicano – dobbiamo costantemente sforzarci di perdonare, perché questa è una virtù importante. Questo non è il Tao, perché non c’è sforzo nel Tao.” “Allora cosa è il Tao, Maestro?” “Prova ad immaginarlo. Se le patate sono le emozioni negative, allora cosa è il sacco?” “Il sacco è… quello che mi permette di trattenere la negatività. E’ qualcosa dentro di noi che ci fa persistere sui sentimenti offesi… Ah, è il mio tronfio senso di auto-stima.” “E cosa succede se te ne liberi?” “Allora… le cose che la gente fa o dice contro di me non sembrano più un gran problema.” “In tal caso, non avrai nessun nome da scrivere sulle patate. Questo significa niente più peso da portare e niente più puzza.

Il Tao del perdono è la decisione cosciente non solo di togliere le patate… ma di abbandonare l’intero sacco.”

sabato 19 maggio 2012

Al di là della apparenze

D'istinto quando l'uomo ha che fare con qualcosa che non gli piace, tende a riversare il proprio disprezzo per quella cosa, spesso con emotività e atteggiamenti negativi. Con il passare degli anni specchiandomi con Dio mi sono reso conto che la non accettazione e il disprezzo verso l'esterno possono essere qualcosa di particolarmente prezioso per noi, perchè ci mostrano ogni nostra debolezza! Più siamo irrascibili e negativi e più coltiviamo in noi debolezze che ci rendono sempre più vulnerabili. Tutta questa negatività emotiva come se non bastasse si riversa nel nostro interno e con il tempo può danneggiare la salute. Qualcuno disse : "Non aspettatevi di vedere e parlare del male degli altri senza che questo non venga seminato in voi stessi". Siate puri gocce d'acqua e astuti come serpenti. Queste parole sono un esempio lampante di come il macro cosmo sia strettamente legato con il microcosmo. I 2 seppur in apparenza separati sono uno parte dell'altro e si influenzano vicevolmente.
 
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